15 novembre 2008

Vergogna, vergogna....

Vergogna, giustizia non è fatta. Tutti assolti i dirigenti della macelleria della scuola diaz al G8 di Genova, nonostante prove, testimonianze, foto, filmati, non sia mai che la sbirraglia condanni se stessa
Vergogna, in un paese civile, un figuro come Canterini starebbe dietro a delle sbarre e non al comando di un distaccamento di picchiatori fascisti e celerini che infangano il nome dell'Italia in tutto il mondo
Vergogna, un primo ministro che racconta barzellette e battute idiote e che dà degli imbecilli a chi osa dire qualcosa
Vergogna, un ex presidente della repubblica che rilascia dichiarazioni deliranti in cui invoca morti e massacri da parte della polizia per stroncare il movimento degli studenti, e nessuno che chiami il 118 per questo demente
Vergogna, un paese dove tutti i giorni si muore di lavoro, trionfa il caporalato, si rovinano precari e operai, donne e giovani, insultano i " fannulloni" si salvano le banche e si ha il coraggio di chiedere sacrifici in nome di un ceto politico decrepito
Vergogna, un movimento enorme di giovani cerca di avere un futuro, di salvare la scuola pubblica e la ricerca, ed una informazione disgustosa li fa redarguire dai morti viventi della politica italiana
Vergogna, regioni intere in mano a mafiosi e camorristi, ma si censiscono i campi Rom, si internano gli affamati, si creano le classi differenziali
Vergogna, un paese non laico in mano alle gerarchie vaticane talebane, in cui ogni diritto civile è negato in base alla santa cattolica apostolica romana chiesa
Vergogna, eterna Vergogna di un paese capostipite del fascismo, che applaudì Mussolini, l'impero coloniale, le leggi razziali, la visita di Hitler e persino la guerra mondiale. E via saltando sul carro del vincitore, il regime democristiano, mafioso, craxiano, berlusconiano, e così via, all'infinito.
Vergogna, infinita Vergogna!

8 commenti:

Anonimo ha detto...

unica speranza il movimento di questi giovani....come dicono alcuni di loro, andranno avanti visto che non hanno più niente da perdere...speriamo....

Anonimo ha detto...

eh, speriamo si, prima o poi a forza di scavare (visto che il fondo è già stato toccato da mò) si sfonderà dall'altra parte.
emiliano

Anonimo ha detto...

"Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti"

Fabrizio De André - La Canzone del Maggio

Anonimo ha detto...

Comunicato Supportolegale

Giovedì 13 novembre 2008 si è concluso l’ultimo dei tre grandi processi di primo grado per gli eventi legati alle proteste contro il G8 del luglio 2001 a Genova.
Il processo a 29 funzionari di polizia per l’irruzione alla scuola Diaz che terminò con 93 persone arrestate illegalmente e 61 di queste ferite gravemente si è concluso con una sentenza esemplare: sedici assoluzioni e tredici condanne.
Il tribunale ha deciso di condannare solo gli operativi e di assolvere a pieno titolo chi ha pianificato un’operazione vendicativa e meschina. Di assolvere le menti che per giustificare una carneficina hanno deciso di piazzare due bombe molotov recuperate nel pomeriggio tra gli oggetti rinvenuti, di mentire circa l’accoltellamento di un agente, di coprirsi l’uno con l’altro raccontando incredibili resistenze da parte degli occupanti della scuola e saccheggiando il media center che vi si trovava di fronte. La ciliegina sulla torta del presidente Barone e delle sue due giudici a latere Maggio e Deloprete: alle vittime di quella notte va qualche spicciolo, tanto perché nessuno si lamenti di essere stato tagliato fuori da una immaginaria torta.

Alla lettura della sentenza nessuno di noi si è meravigliato. Non siamo delusi, non siamo tristi, né pensiamo alcuno dovrebbe esserlo. Siamo solo furiosi.

Non abbiamo mai creduto che la giustizia fosse veramente “uguale per tutti”, non abbiamo mai creduto che chi esercita il potere avrebbe ammesso di essere giudicato, di essere messo in discussione.
Ma il dileggio con cui è stata confezionata questa sentenza parla da sé: l’amnistia per la polizia è la seconda parte di quell’operazione vendicativa e meschina che ha portato alla Diaz.
E’ il secondo tempo della vendetta per la frustrazione e il terrore che lo Stato e i suoi apparati hanno provato in quei giorni di rivolta. Non ce l’hanno mai perdonata e non ce la perdoneranno.
La sentenza che chiude questo ciclo di processi di primo grado dovrebbe essere una lezione di storia, e forse grazie ad essa restituiremo la dignità a una vicenda che ne ha avuta molto poca, perché molti oltre a noi si accorgeranno di
qualcosa che è la base di quanto è successo a Genova in quei giorni.
Esiste una posizione per cui parteggiare: quella degli insofferenti, quella dei subalterni, degli sfruttati, dei deboli, di coloro che lottano per un mondo migliore e più equo.
Ed esiste un’altra posizione, quella di chi comanda ed esegue, di chi tortura e vìola, dei forti con i deboli e dei deboli con i forti, quella di chi esercita il potere e lo coltiva.

Nella vita bisogna scegliere. Noi lo abbiamo fatto, oliando meccanismi di memoria che altrimenti avrebbero condannato all’oblìo una pagina nera della storia italiana e internazionale. Noi lo facciamo tutti i giorni. Non abbiamo rimorsi e non abbiamo rimpianti per quanto è avvenuto.
Solo rabbia. E non siamo i soli.

Supportolegale

Anonimo ha detto...

Caro, hai proprio ragione, che vergogna. Adesso posso guardare rai 3 che é l´unico canale che sopporto e le notizie che mi arrivano ogni giorno dal nostro "Belpaese" riempiono anche a me di vergogna. Guarda ogni volta, a ogni notizia, mi congratulo con me stessa per essermene andata, penso che se vivessi ancora in Italia avrei lo stomaco pieno di ulcere. Stanotte ho sognato che Berlusconi saliva su uno scaleo e cascava, rimandendo morto stecchito al suolo: Che soddisfazione che ho provato!

Anonimo ha detto...

Siamo sempre di più il "paese dell'incontrario" ma la magistraturia o non era in mano alla sinistra?
O Di Pietro ora vuole fare "la Commissione parlamentare d'inchiesta " e quando c'era il governo Prodi invece no?
O come fanno dei semplici poliziotti ad inventarsi di entrare nella scuola Diaz, e picchiare, devastare, mettere delle molotov, mentre i loro superiori se ne stavano in disparte a guardare senza poter intervenire oppure se c'erano dormivano?
Chissà cosa direbbe il commissario Montalbano, chissà se ancora una volta preparerebbe la lettera di dimissioni?
A noi piovono ancora di queste cose sulla testa , allora il motto è sempre quello: " Resistere, resistere, resistere" e il colmo è che queste parole furono proprio pronunciate da un magistrato

Anonimo ha detto...

Domenica delle Salme
Fabrizio De André
F. De André

( 1990 )

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggiava Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento.
I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista.
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade.
La domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del tua culpa
affollarono i parrucchieri.
Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a "Baffi di Sego" che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
d annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
- voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo -
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile.
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
- quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare -.
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta poi ci mandarono a cagare
-voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
con i pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo -
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta.

Anonimo ha detto...

Questa vicenda mi fa soffrire troppo, da qualsiasi punto di vista.
E' una rabbia che ti prende dentro che non ha uguali. Non riesco a dire niente, mi viene un blocco di impotenza